VOLUBILIS FABRICA

La Perla

L’Inno alla Perla e il tema del risveglio
Collana Volubilis con perla barocca su fondo blu

Una perla nascosta. Un principe che attraversa una terra straniera e dimentica il motivo del viaggio. Poi, improvvisamente, il ricordo. Nell’antico Inno alla Perla la ricerca di ciò che è prezioso coincide con un ritorno a sé.

L’Inno alla Perla

L’Inno alla Perla, conservato negli Atti di Tommaso, racconta di un giovane principe mandato in Egitto per recuperare una perla custodita da un serpente. Parte sapendo chi è e che cosa deve cercare. Ma nel paese straniero dimentica.

È questo il passaggio più inquietante e più umano del racconto: non perde la perla, perde il ricordo della perla. Si confonde con il luogo in cui è arrivato, entra nelle sue abitudini, si addormenta interiormente. Il viaggio continua, ma il suo senso scompare.

Poi qualcosa lo raggiunge e lo ridesta. Il principe ricorda la propria origine, ricorda la missione, torna a desiderare ciò per cui era partito. Solo allora può affrontare il serpente e prendere la perla.

Il senso gnostico

Nella sensibilità gnostica il dramma dell’essere umano non è soltanto essere lontano dalla propria origine: è averla dimenticata. L’anima vive nel mondo, ne indossa i gesti, le paure, le necessità, fino a credere che tutto ciò che vede sia tutto ciò che esiste.

La gnosi è allora un risveglio della memoria. Non significa imparare qualcosa di nuovo, ma riconoscere qualcosa che era già presente e che l’oblio aveva coperto. Il sapere più profondo non aggiunge: toglie il velo.

Per questo l’Inno continua a parlare con tanta forza. Descrive la possibilità di vivere a lungo lontani da ciò che sentiamo più nostro, finché qualcosa non ci restituisce la domanda dimenticata.

La perla nascosta

La perla è piccola, chiusa, silenziosa. Non mostra all’esterno il processo che l’ha formata. Sta dentro una conchiglia, lontana dalla superficie, e proprio per questo è diventata nei secoli immagine di ciò che ha valore senza esibirlo.

Nell’Inno il suo significato non può essere ridotto a una sola equivalenza. Può evocare l’anima, la scintilla spirituale, la conoscenza, il centro più intimo dell’essere. Ma forse la sua forza sta proprio nel non lasciarsi definire del tutto.

La perla è ciò che attende di essere ritrovato. Non qualcosa da inventare, ma qualcosa che esiste già e che il viaggio rende nuovamente visibile.

Il risveglio non consiste nel diventare altro. Consiste nel ricordare ciò che, sotto molte forme, non ha mai smesso di essere nostro.

Una presenza nelle creazioni Volubilis

Nelle creazioni Volubilis la perla compare talvolta come pendente, lasciata sospesa al centro della collana. Il riferimento all’Inno alla Perla resta discreto: un’eco del tema del ritrovamento, della memoria e di ciò che rimane prezioso anche quando viene dimenticato.

Fonti

L’Inno alla Perla è tramandato negli Atti di Tommaso, capp. 108–113, ed è generalmente ricondotto all’ambiente siriaco di Edessa, nel III secolo. La lettura gnostica è una delle principali chiavi interpretative del testo, pur non esaurendone il significato.

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